I -  Del Parlare

 

di C.L.

 

 

  • Per parlare non è necessario pensare.

  • Mentre si parla non si pensa.

  • Parlando non è necessario dire qualcosa.

  • Di quello di cui si parla più spesso non si sa quasi nulla.

  • La lingua arriva a dire cose incomprensibili dal cervello.

  • Su quello di cui non si sa nulla ci si accanisce di più.

  • Molti usano il parliero, una forma ridotta e meccanica di pensiero, che usa il suono prescindendo dal significato.

  • Il parliero consiste nel ripetere quello che si sente dire in formule, senza sapere né quello che si sente, né quello che si dice.

  • Qualunque argomento, anche metafisico o pedestre, può essere tradotto in parliero.

  • La forma più alta di parliero permette di parlare con gli animali.

  • Il parliero è fatto di formule fisse che associano meccanicamente le parole.

  • I discorsi politici, come quelli sulla meteorologia, sono espressi quasi tutti in forma di parliero.

  • Quelli che non sanno nulla pretendono anche d'insegnarlo.

  • Troppo pensiero inceppa le parole.

  • Parlare non è il modo migliore per capirsi.

  • Definita la parola difficilmente si pensa fuori di quella.

  • «Nella mia ignoranza, dal mio punto di vista,  dal mio modesto avviso» sono lasciapassare per

  • poter dire anche noi qualche poponata.

  • E facile parlare di cose che si conoscono; più facile ancora di ciò di cui non si sa nulla.

  • Dell'inconoscibile si può dire quel che si vuole, ma si trova sempre qualcuno che si oppone.

  • Parlare è il salasso dell'anima.

  • Parlando con gl’ignoranti ci si accorge di quante cose inutili abbiamo studiato.

  • Coloro che parlano senza sapere cosa dicono, lo risentono da coloro ai quali entra da un orecchio e esce dall'altro.

  • Su ciò che bisogna tacere è bene non parlare.

  • Parlando molto s'impara a tacere di più.

  • Tutti sanno tacere dopo aver parlato, il difficile farlo prima di aver parlato.

 

  • I1 problema sta tutto nel linguaggio. Se io dico: - Abracadabra! e non succede nulla, vuoi dire che chi doveva capire non ha capito e quindi la proposizione non è corretta.

  • E più difficile far tacere una persona mentre parla che farla parlare mentre tace.

  • L'uomo saggio sa tacere anche mentre parla.

  • Se parlando mostrate una grande ignoranza, saranno pochi coloro che si scandalizzano, molti quelli che si consolano.

  • Delle vostre corna non parlate mai: ne parlano abbastanza gli altri e con maggiore competenza.

  • Parlandone si allungano le corna.

  • Mentre la donna parla l'uomo vive la sua vita.

  • L'uomo desidera parlare anche poco, ma a folle sterminate; la donna anche a pochi, ma per un tempo sterminato.

  • La democrazia lascia che molti ignoranti occupino cariche elevate af-finché tutti, sentendoli parlare, abbiano speranza d'arrivarci.

  • L'autoritarismo lascia che molti ignoranti occupino cariche elevate affinché non appaia l'ignoranza di quelli che stanno più in alto.

  • Non esiste nessuno che, messo a conoscenza di un vostro problema, rinunci a darvi un consiglio balordo.

  • Nelle conversazioni educate uno dice quello che vuole e l'altro sente quello che gli comoda.

  • A molti bisognerebbe chiedere non: Che ne pensa? sibbene: Che ne parla?

  • Chi tartaglia parla tre volte.

  • Quando uno tartaglia l'altro ascoltaglia.

  • Quando uno balbetta l'altro ascoltetta.

  • Quando uno si parla addosso è bene che si cambi spesso.

  • Parlare d'amore non significa mugolare come durante un amplesso.

  • Se le parole fossero pietre le donne sarebbero sepolte vive.

  • Le parole stanno nelle gole e nelle penne.

  • Intendendo con una parola più cose si potrebbe parlare con una sola frase a più persone.

  • Un segreto si mantiene di solito dicendolo a tutti con la raccomanda-zione di passare parola.

  • Per affascinare l'uditorio non si deve pensare a quello che si dice, ma dirlo con convinzione.

  • Se lo stolto dicesse quello che gli viene in testa sarebbe almeno divertente, ma quasi sempre, volendo sembrare intelligente, ripete a sproposito quello che sente dire dai saggi, ed è squallido.