-
Per parlare non è necessario pensare.
-
Mentre si parla non si pensa.
-
Parlando non è necessario dire qualcosa.
-
Di quello di cui si parla più spesso non si sa quasi nulla.
-
La lingua arriva a dire cose incomprensibili dal cervello.
-
Su quello di cui non si sa nulla ci si accanisce di più.
-
Molti usano il parliero, una forma ridotta e meccanica di
pensiero, che usa il suono prescindendo dal significato.
-
Il parliero consiste nel ripetere quello che si sente dire in
formule, senza sapere né quello che si sente, né quello che si
dice.
-
Qualunque argomento, anche metafisico o pedestre, può essere
tradotto in parliero.
-
La forma più alta di parliero permette di parlare con gli animali.
-
Il parliero è fatto di formule fisse che associano meccanicamente
le parole.
-
I discorsi politici, come quelli sulla meteorologia, sono espressi
quasi tutti in forma di parliero.
-
Quelli che non sanno nulla pretendono anche d'insegnarlo.
-
Troppo pensiero inceppa le parole.
-
Parlare non è il modo migliore per capirsi.
-
Definita la parola difficilmente si pensa fuori di quella.
-
«Nella
mia ignoranza, dal mio punto di vista, dal mio modesto avviso»
sono lasciapassare per
-
poter dire anche noi qualche poponata.
-
E facile parlare di cose che si conoscono; più facile ancora di
ciò di cui non si sa nulla.
-
Dell'inconoscibile si può dire quel che si vuole, ma si trova
sempre qualcuno che si oppone.
-
Parlare è il salasso dell'anima.
-
Parlando con gl’ignoranti ci si accorge di quante cose inutili
abbiamo studiato.
-
Coloro che parlano senza sapere cosa dicono, lo risentono da
coloro ai quali entra da un orecchio e esce dall'altro.
-
Su
ciò che bisogna tacere è bene non parlare.
-
Parlando molto s'impara a tacere di più.
-
Tutti sanno tacere dopo aver parlato, il difficile farlo prima di
aver parlato.