disegni di Lino di Lallo

 

La critica contemporanea in Italia

 

di Doriano Fasoli

 

La prosa di un saggista, come quella di ogni altro scrittore, è modellata dal carattere di queste avventure sperimentali. Per parlare di altri autori il critico deve essere camaleontico e mimetico come un attore: passivo e in apparenza “senza carattere”. Ma oltre che attore, un critico è anche il regista e lo stratega di se stesso. Quindi si notano spesso, nella critica saggistica, visioni panoramiche, da fuori, da lontano e dall’alto. E ricerche speleologiche dentro i labirinti, i sotterranei di un autore o di un’epoca. La cosa che trovo più appassionante è proprio il mutamento stilistico, il cambio di marcia, di ritmo, di ottica. E’ vedere un fenomeno letterario e culturale ora da un punto di vista e ora da un altro, facendolo ruotare come un poliedro. Per questo credo che sia inevitabile un certo eclettismo teorico e metodologico. Non importa da dove si parte e dove si arriva (dati formali, ricorrenze tematiche, episodi biografici, idee fisse), quello che forse è più durevole nella prosa saggistica di un critico è il ritmo intellettuale, la musica della conversazione-racconto.

 

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