Carteggio Strand-Zavattini*

 

 

 

Il libro Paul Strand - Cesare Zavattini (lettere e immagini) a cura di Elena Gualtieri esca in occasione del cinquantesimo anniversario della pubblicazione di Un paese, fotografie di Paul Strand e testi di Cesare Zavattini (Einaudi, 1955), che nel corso degli ultimi cinquanta anni si è affermato come uno dei classici nella storia della fotografia. Il libro è incentrato sul dialogo fra i due artisti ricostruito attraverso preziosi documenti e immagini provenienti dall'Archivio Cesare Zavattini e dalla Biblioteca di Luzzara (RE), e, soprattutto, attraverso la preziosa corrispondenza , finora inedita, intercorsa tra i due autori, che accompagna lo sviluppo del loro progetto di collaborazione, dalla idea originaria alla pubblicazione ed oltre. I testi sono integrati da immagini inedite di Strand, da fotografie di Hazel Kingbury Strand e altre foto inedite di Arturo Zavattini, che documentano la visita degli Strand a Luzzara nella primavera del 1953

 

 

 

Nel Dossier Zavattini vengono pubblicati per la prima volta disegni in bianco e nero e dipinti a colori che Zavattini non aveva mai esposto nelle sue mostre di pittura

 

 

98 Blvd Auguste Blanqui

 

Parigi (13)

28 dicembre 52

Caro Cesare Zavattini,

            la prego di scusarmi se le scrivo in inglese¹, ma spero Virgilio sarà così gentile da tradurre per me, pessimo linguista limitato alla mia sola lingua. Ho aspettato fino a dopo Natale per parlare di Luzzara, perché dal momento in cui tornammo a Parigi tutte le nostre attività si sono concentrate sui doveri della stagione natalizia.

            Anzitutto siamo stati ricevuti molto ospitalmente dai suoi amici. Il Sig. e la Sig.ra Fortichiari ci hanno accolto con molta cordialità e, insieme ai due giovani contadini, ci hanno accompagnato dappertutto durante i tre giorni della nostra visita. Fortunatamente ci sono stati parecchi giorni di bel tempo, in uno dei quali abbiamo percorso l’itinerario circolare sull’altra sponda del Po, passando per Pomponesco sulla strada per Viadana, poi tornando a Luzzara per Guastalla. In quella stagione era tutto molto austero, ma molto bello. Ho fatto alcune fotografie, non molte. Persone squisite, i suoi amici, così premurosi ed ospitali. Un altro giorno, siamo passati in macchina attraverso le molte frazioni che fanno parte di Luzzara, e poi verso le fattorie. Le nostre impressioni sono che tutto il paesaggio intorno al Po è bellissimo e pieno di cose interessanti. La gente è veramente fantastica – la osservammo a Luzzara nel giorno di mercato, gli uomini con i loro tabarri avvolti intorno al corpo contro il freddo. Ci ricordiamo bene anche della faccia della vecchia signora che fa i cappelli coi trucioli, una faccia meravigliosa. Tutto questo, penso sia, per molti versi, ricco di possibili sviluppi.

            Devo dire francamente, però, che dal punto di vista architettonico, i paesi in sé stessi ci sono apparsi piuttosto deprimenti e scialbi. E’ un po’ come se le loro caratteristiche originarie siano state in un qualche modo attenuate, nascoste.

            Ma se potessimo concepire un libro che non sia ristretto a Luzzara solamente, ma che abbracci anche l’area tutt’intorno, forse ci potrebbe dare quello di cui abbiamo bisogno. Per esempio, passando per Pomponesco trovammo la piazza del paese molto bella. Forse ci sono perfino dettagli a Parma o a Mantova che potrebbero venire usati come parte della cultura della regione.

            Mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensa lei di questo suggerimento. Il nostro programma al momento è di andare in Sicilia agli inizi di febbraio, per poi dirigerci al nord in marzo ed essere a Luzzara entro la fine del mese. Speriamo proprio che lei potrà raggiungerci a Luzzara, prima della sua partenza per il festival di Cannes. Sarà estremamente importante per me portare a termine quanto più possibile del mio lavoro in primavera, in quanto sono sicuro che l’estate sarebbe molto meno interessante.

            Sono felice di dirle che La France de profil è stato recensito molto calorosamente qui, con una buona stampa. Ed è piaciuto anche ad amici in America ed altrove. Ora aspetto con piacere il nostro libro.

            Mia moglie si unisce ai miei calorosi saluti per lei e per la signora Zavattini. Migliori auguri per il nuovo anno – che sia un anno di pace.

                                                                                                Come sempre

                                                                                                Paul Strand

 

¹ Per la parte degli Strand, il carteggio si svolse principalmente in inglese e francese; le traduzioni in italiano sono di Elena Gualtieri

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Roma, 13 gennaio 1953

Caro signor Strand,

            sono contento che il suo viaggio a Luzzara sia stato buono. L’amico Fortichiari mi aveva scritto subito un esatto resoconto della sua permanenza dalle mie parti e quel rapporto, chiamiamolo così, mi aveva colmato di gioia; anche dalle sue parole, dalle immagini-ricordo che balenano nella sua lettera, sento che il suo libro o il nostro libro, se lei proprio vuole, è già nato. Facciamo Luzzara solo o quel viaggio – che potremmo chiamare dei due ponti, dal ponte di Viadana a quello di Borgoforte? Non lo so, o meglio vorrei lasciar decidere a lei. Per me Luzzara era molto facile; avevo scelto quel tema soprattutto per affetto verso i miei luoghi, ma anche per pigrizia. Il tipo di testo che avevo pensato – che continuo a credere sia il testo che farò o per Luzzara o per il tema dei due ponti – sarebbe quello delle interviste; cioè faccio sapere tutto quello che è bene sapere su quei luoghi attraverso trenta, quaranta, cinquanta interviste con la gente del luogo. Naturalmente sarò io il direttore segreto delle cose che verranno fuori dalla bocca di quella gente, ma io ho tale fede nelle cose che tutti gli altri hanno pronte da dire che io sarò alla fine soltanto un coordinatore, uno che sceglie, e mi ripugnerebbe perfino il dover fare degli interventi contaminatori. Mi pare una formula abbastanza insolita malgrado l’apparenza solitissima delle interviste; io vorrei riuscire a far venir fuori la realtà più reale possibile dalle parole, dalle confidenze, dalle confessioni degli abitanti, incontrati per strada o nelle loro case o al caffè, interrogati lungamente o brevemente, con fatica o con facilità.

Perfino qualche notizia storica o geografica fondamentale – di cui insomma nessun compratore di libri può fare a meno – la vorrei far dare dalla gente del luogo.

 Più che le città, se dipendesse da me, farei i paesi. Ecco perché mi piace, dopo Luzzara, il tema dei due ponti, perché ci sono solo paesi dentro quell’anello. Abbordare le città è così vasto che mi spaventa. Voglio dirle che, anche se facessimo Luzzara, altre immagini, oltre quelle luzzaresi, potrebbero o addirittura dovrebbero esser messe nel libro, considerando Luzzara come il tema principale per illustrare il quale si dànno notizie di ciò che la circonda e che contribuisce alla sua vita: cioè luoghi e persone con le quali confina, potremmo dire, sia sulla strada che sul Po: perfino, sempre per esemplificare, un’immagine o due di Reggio, di Parma e di Mantova, che sono i tre centri coi quali Luzzara ha (come del resto tanti altri paesi) dei grossi rapporti, delle grosse abitudini.

 E’ chiaro che per me Luzzara è sì il mio paese natale, ma lo prendo come un qualsiasi paese del mondo e questa tecnica di esame la userei per qualsiasi paese del mondo; il fatto di essere io nativo di lì mi consente una più calda e esatta indagine, un tono certamente autentico. Ma non ho niente in contrario, caro Strand, a fare con lei il tema dell’anello Viadana-Borgoforte e ci metterò tutto l’impegno possibile.

            Le notizie che lei mi dà del suo libro La France de profil non mi meravigliano poiché il libro è lì chiaro e eloquente e per fortuna nel mondo non mancano gli occhi e le orecchie buone. Lei è oramai abituato a successi come questo e io non so se potrò darle un aiuto degno di lei e non costituirò invece un peso; ma speriamo bene.

            Mi scriva quali sono gli ultimi suoi pensieri sull’impresa e io ascolterò tanto volentieri i suoi consigli; non voglio avere idee fisse per questa mia collaborazione con lei. E mi scriva anche le sue date, i suoi viaggi. Non so se andrò a Cannes, perché se a Cannes ci andrà qualche film a cui ho collaborato dovrò naturalmente rinunciare a far parte della giuria di Cannes.

            Mi saluti tanto sua moglie che ha lasciato insieme a lei un così eccellente ricordo nei miei amici di Luzzara. Arrivederci.

                                                                                                Cesare Zavattini

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Parigi, 23 gennaio 53

Caro Zavattini,

            grazie della sua lettera, così acuta ed esauriente, che riflette molta considerazione per il nostro libro e per il problema del suo tema. Una ragazza italiana e suo marito, un americano, mi hanno fatto una traduzione chiarissima delle sue parole.

            Troviamo la sua idea, espressa come “tra i due ponti” (entre deux ponts), eccellente sia come concetto che come modo di allargare l’area fotografica, per così dire. E’ un’idea che ci permetterebbe comunque di concentrarci su Luzzara. Così come è molto interessante anche la sua considerazione che si potrebbe includere materiale da Parma, Reggio Emilia e Mantova, visto che i paesi sono per molti versi serviti da queste cittadine. Il mio amico americano ha pensato addirittura che Fra due ponti potrebbe essere di per sé un titolo stimolante ed interessante. Sono anche completamente d’accordo con le sue idee per il testo e su come lei si propone di far parlare la gente in prima persona. Da tutto questo pensiamo che nascerà un qualcosa di veramente eccellente.

            Per quello che riguarda piani definitivi, prima di tutto vorrei dirle che la nostra permanenza in Italia potrebbe forse essere limitata nel tempo; sarebbe perciò prudente agire come se questa limitazione fosse cosa sicura. Può darsi che noi si debba partire da Luzzara per tornare in Francia non più tardi del 9 maggio. Il perché glielo spiegherò quando ci vedremo.

            Il nostro programma sarà quindi piuttosto intenso. Per cominciare ci proponiamo di essere a Roma verso il 15 di marzo per alcuni giorni, proseguendo poi per Luzzara per arrivare non più tardi dell’ultima settimana di marzo.

            L’ideale per noi sarebbe di passare le prime settimane della nostra permanenza a Luzzara con lei, per cominciare insieme in tutti i sensi. Ovviamente gli inizi condizioneranno ed avranno un effetto su tutto il resto del lavoro. Spero sia possibile per lei organizzarsi in modo da essere con noi all’inizio. Una volta che il nostro piano sia chiarito, potrò poi procedere da solo, poiché so quanto lei sia preso da tanti altri impegni. Sarebbe una bella fortuna, almeno per noi, se lei non dovesse andare a Cannes in aprile. In conclusione, poi, posso dirle che dal nostro breve soggiorno a Luzzara sono venute tre belle fotografie di paesaggi, tutte utilizzabili – credo che lei concorderà.

            Probabilmente partiremo da Parigi il 12 febbraio, per prendere la nave da Genova a Palermo. Apprezzerei molto se lei potesse farmi sapere prima della nostra partenza se questo programma di lavoro è fattibile.

            Aspettiamo con piacere di vedere i Fortichiari ed altri amici a Luzzara, ma anche di vedere lei e di lavorare assieme. Mia moglie si unisce ai miei cordialissimi saluti a lei ed a sua moglie.

                                                                                                            Come sempre,

                                                                                                            Paul Strand

 

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Roma, 2 febbraio 1953

Caro Strand,

            il piano da lei tratteggiato va benissimo. Non so se andrò a Cannes, quando andrò a Cannes, non so neanche quali altri guai mi combinerà il cinematografo nei mesi prossimi, ma è certo che io troverò a ogni costo una settimana da passare a Luzzara insieme a lei. Vorrei che fosse possibile passare con lei a Luzzara non una ma due, tre settimane; però questo mi pare un bel sogno e la mia realtà è tanto, ma tanto diversa. Naturalmente farò in modo che questa settimana sia al principio del suo lavoro, come lei a ragione desidera.

            Circa il tema, visto che siamo d’accordo in linea di massima, potremo precisarlo sul luogo.

            Sono sempre più contento di questa nostra impresa ed è certo che faremo del nostro meglio perché riesca bene per quanto noi possiamo, i miei amici luzzaresi ed io.

            Arrivederci in marzo, e la prego di darmi più spesso che può i suoi recapiti affinché io la tenga informato di Cannes e di qualsiasi altro mio fatto relativo alla nostra cosa.

            Sono contento che le prime fotografie luzzaresi l’abbiano soddisfatto.

            Molti saluti anche a sua moglie.

                                                                                                            Cesare Zavattini

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Taormina, 8 marzo 53

Caro Zavattini,

            solo poche righe per ringraziarla per la sua ultima bella lettera in cui parla di passare una settimana con noi a Luzzara  agli inizi del nostro lavoro. E’ una notizia splendida, e soprattutto cosa necessaria.

            Pensiamo di essere a Roma intorno al 17 di marzo, sperando di poterla vedere allora e fare i piani per Luzzara.

            Ci auguriamo che questa nostra trovi lei e la sua famiglia bene e che vi porti i nostri migliori saluti. Come sempre,

                                                                                                 Cordialmente

                                                                                                Paul Strand

 

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Parigi, 14 giugno 53

Caro Zavattini,

anche lei, come noi, gioirà dei risultati dei recenti eventi², che potrebbero e, forse di sicuro avranno, effetti profondi. Così grandi movimenti di gente si dirigono verso una nuova vita, il che include anche prospettive nuove e più ampie per l’arte cinematografica, in cui lei ed altri avete così tanto da offrire alla vostra gente. Sarà un grande giorno quando il cinema italiano continuerà a svilupparsi, senza impedimenti, nella direzione che ha scelto per sé, quella dell’onestà e della comprensione umana.

Grazie della sua lettera. Le auguriamo che questo mese non sia troppo duro e che il lavoro, seppure stancante, le dia comunque delle soddisfazioni.

  Devo dirle che il primo lavoro di sviluppo è finito e che tutto va bene. Giudicando dai negativi piccoli che ovviamente rimangono da sviluppare, posso dire tranquillamente che abbiamo del buon materiale, ed in abbondanza. Il problema più difficile sarà probabilmente la scelta di cosa includere, cosa escludere, in breve, la selezione. Comunque sarà sempre meglio che avere troppo poco da cui scegliere.

 Immagino che lei vorrà vedere tutto questo materiale prima di andare a Luzzara. Credo mi sia possibile finire una serie di provini per lei per la metà di luglio, con i nomi di tutta la gente ritratta e tutto quel che ci ricordiamo di loro. Quando lei andrà a Luzzara, dovrebbe ottenere l’uso di una vettura, poiché i nostri ritratti sono sparsi per tutta la campagna. Ma con una vettura e con Lusetti dovrebbe essere piuttosto facile trovarli tutti e parlar loro in relativamente pochi giorni. In breve, se le sarà possibile andare a Luzzara in agosto, posso assicurarle che le farò avere le fotografie in tempo.

            Mia moglie si unisce ai miei affettuosi saluti a lei e famiglia.

                                                                                                            Come sempre

                                                                                                             Strand

   

² Il riferimento qui è forse alle elezioni politiche del 1953, i cui risultati per Luzzara furono riportati da Lusetti a Zavattini in una lettera del 2/5/54 (Archivio Zavattini). I dati indicano una maggioranza di voti per il PCI (35,19%) e il PSI (24,78%), su cui Lusetti offre questo commento: “la sofferenza, l’ingiustizia, il desiderio di vivere in pace, da qualsiasi sfruttamento, l’urgenza di cambiare questa secolare situazione economica politica sociale e morale – dei nostri paesani – è rispecchiato dalle cifre sopra esposte: più del 60% degli elettori hanno votato contro il governo”.

 

*Per  gentile concessione dell'Editore Bora di Bologna