Sfrenata allegria da un altrove
Fallo e mummie
di Joyce Mansour
Sogni di calli induriti
Esplosi pallidamente
Attraverso le cicatrici di un
insipido
Ieri
Non frignare per avere aiuto
Continua a sanguinare
la vita è uno starnuto
perpetuo
Ascolta come stride il ferro
nel
Vuoto roccioso
Di un'orbita
senz'occhi
La preghiera senza bocca di
uomini ambigui
Prostrati dall'angoscia e il
verde chirurgico
Ascolta
Aguzza la tua lingua sul
ventre bianco e morbido
Annidato in formalina
Poi terminate le grida
Guarda lo sperma freddo
piover giù come formaggio
Raccogline le bolle
Scosta i suoi venti acidi
verso il marciapiede
Succhia la carne fresca del
rubino
Lascialo gridare
Non importa
Strani sogni leggeri mangiano
a caso
E non si restringono con l'età
Una muta risata come il mare
a mezzanotte
Si affannerà a ritrovare il
riposo
E allora l'onda priva di
corpo srotolerà
Il suo metallico tuono
soffocato e svanirà
In migliaia di echi orrendi
Molto lontano oltre il
sanguinoso levarsi del seno di una madre
«Scusate» disse lei vestita
nel lutto di una piccola città
E Humpty-Dumpty chiuse un
enorme occhio selvaggio.