L'Orlando furioso
Illustrazioni di Mauro Cicarè
Testo di Ludovico Ariosto
LA PAZZIA DI ORLANDO
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(...) Il quarto dì, da gran furor commosso, e maglie e piastre si stracciò di dosso Qui riman l'elmo. e là riman lo scudo, lontani gli arnesi, e più lontan l’usbergo: l’arme
sue tutte, in somma vi concludo, avean pel bosco differente albergo. |
E
poi si squarciò i panni, e mostrò ignudo L’ispido
ventre e tutto 'l petto e 'l tergo; e
cominciò la gran follia. sì orrenda che
de la più non sarà mai ch'intenda. In
tanta rabbia, in tanto furor venne, che rimase offuscato ogni senso |
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