Le donne dell'«Odissea»

Testi di

Friederiche Mayrocher

tradotti da Andrea Mecacci

Illustrazioni di Mauro Cicarè

 

 

 

 

"Ho sempre evitato

di fare una storia,

questo vuol dire

che non vedo mai

una storia. Anche

nel corso della mia

vita e nella vita in

generale io non

vedo alcun

senomeno simile a

una storia"

(F.M. 1975)

Variazioni

Odisseo

 

 

 

 

I brani Odysseus Variationem e Die Sirenen des Odysseus sono ora raccolti in Gesammelte Prosa, Frankfurt am Main 2001. Si ringrazia la casa editrice Suhrkamp per aver concesso l'autorizzazione a pubblicarli

 

Nausicaa

 

La palla rotonda in un cespuglio, si impiglia. Il sole tramonta dietro gli arbusti. Odisseo è grondante nel canneto. Lei si china su di lui. Il sole è tramontato. Mentre la sera imbrunisce i suoi seni diventano marmo. Lei Afferra la palla. La schiaccia contro la guancia. Lui cerca di agguantare i suoi piedi. Le accenna un grido. E' già troppo, Adagia la guancia nel suo sguardo. Tasta i suoi fianchi feriti. Lui le slaccia il sandalo del piede. Lei grida come un uccello destato all'improvviso. E già gli tesse la veste: blu e brezza marina nel drappeggio. Il capo intriso d'unguento sul suo grembo. Lei grida. Vede la prima stella e il bagliore nei suoi occhi. Le rive del cielo, pensa, potrebbero riprenderlo. Grida ed è già nella sua bocca. Grida e si sfila l'altro sandalo, Cammina a piedi nudi. La Luce del cielo.

 

 

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